19 LUGLIO 2018 : CORNO DI CAVENTO

Adamello. Corno di Cavento ( 3402m ), 19 Luglio 1918, ore 11.45.

“Non è ancora mezzogiorno: il combattimento è incominciato prima e s’ è risolto più in fretta del precedente. Sul Corno, infatti, ogni resistenza è cessata. Mitragliatrici e cannoni italiani hanno provocato una vera carneficina: 36 morti austriaci giacciono in parte ammucchiati, in parte sparsi qua e là sulle posizioni. Molti i feriti e molti di più anche i prigionieri ( 74, con tre ufficiali ) perché, a differenza della prima conquista, soltanto pochissimi sono riusciti a fuggire in tempo verso il “Folletto” ( importante caposaldo austriaco a sud del Cavento ).”

Il Sottotenente Fioretta, comandante del plotone Arditi del Battaglione alpini “Val Baltea” ( il suo reparto, perde 14 morti e 21 feriti ) , dopo l’assalto entra nella galleria posizionata sotto la vetta.20139660_1605484656191970_6354488091383883433_n

Steso a terra, ferito mortalmente, con le gambe stroncate, il comandante del presidio austriaco, il Tenente Franz Oberrauch.
Ha perso moltissimo sangue, sente tanto freddo. Con un gesto semplice e dignitoso, chiede al giovanissimo ( 18 anni ) ufficiale italiano di coprirlo con una coperta, ch’è lì vicina.
Profondamente commosso , muto e rispettoso, Fioretta lo accontenta. Quasi per ringraziarlo Oberrauch gli porge una custodia in celluloide che contiene la carta del Cavento. È come un silenzioso passaggio di consegne, di stile altamente militare.

Successivamente il corpo del Tenente Oberrauch, con sorte non rara ai caduti dell’Adamello, scomparirà e non verrà mai più ritrovato.

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( Dopo la battaglia i caduti avversari venivano gettati dalla parete ovest finendo nel crepaccio terminale del ghiacciaio di Fumo. Non deve stupire questa pratica. Anche gli austriaci si comportarono nello stesso modo coi caduti italiani, dopo la riconquista del Corno, il 15 Giugno precedente. Era l’unico modo possibile per “seppellire” le vittime della battaglia. I corpi non si potevano di certo inumare nella roccia e la neve avrebbe rappresentato una sepoltura troppo precaria. Una pura e semplice necessità, nessuna “rappresaglia” o mancanza di rispetto per il nemico vinto).

Nelle Foto: il Tenente Franz Oberrauch di Bolzano e il Sottotenente Oreste Fioretta di Torino.

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