29 Giugno 1916 : Attacco sul SAN MICHELE

Carso. Monte San Michele, 29 Giugno 1916.

L’attacco austriaco coi gas asfissianti.

Per gli austriaci la situazione nel settore del Monte San Michele era diventata sempre più difficile.
Gli italiani si erano fatti più esperti e sapevano sfruttare al meglio la loro superiorità numerica ed i nuovi mezzi tecnici di cui erano dotati, in primo luogo le bombarde. Queste artiglierie da trincea, con la loro potenza e la loro duttilità, avevano risolto molte delle problematiche legate alla guerra di posizione ( distruzione dei reticolati e dei trinceramenti nemici ).

Il piano austriaco prevedeva un attacco per scacciare gli italiani dalle posizioni del San Michele, soprattutto dalla contesa q.197, e portare la nuova linea di combattimento fin sull’Isonzo.

Il 15 marzo la 5a armata austriaca aveva ottenuto il consenso per effettuare un attacco coi gas asfissianti. Un battaglione speciale, addestrato all’emissione di gas venefici contenuti in apposite bombole, venne incaricato dell’azione.

Va fatto notare che le maschere italiane erano scarsamente efficaci contro il gas impiegato dagli austriaci ( una miscela di Cloro e Fosgene ).

L’emissione dei gas, assolutamente inattesa da parte italiana, avveniva tra le 5.30 e le 6.00 del 29 giugno 1916.

Nel settore del San Michele le dense nubi di gas estendevano i loro effetti fino a Peteano e Sdraussina, mentre i reparti ungheresi attaccavano violentemente i battaglioni delle Brigate “Brescia” e “Ferrara” schierati in prima linea. I più colpiti erano stati il II/20° e il I/19° fanteria ( Brigata “Brescia”). Il comandante del II/48°( Brigata Ferrara ), posto in allarme dal sibilo dei gas uscenti dalle bombole e dalla nube avanzante, riusciva ad organizzare una prima difesa così da impedire l’aggiramento delle posizioni.

I reparti delle Brigate “Pisa” e “Regina” che tenevano le prime linee, specialmente nel settore centrale, subivano le terribili conseguenze dei gas, perdendo l’importante caposaldo della “Lunetta” posizionato nei pressi della contesa q.197.

Superata la sorpresa e con il sopraggiungere dei rinforzi la situazione veniva ristabilita nello stesso pomeriggio.

Questo tremendo impatto con la guerra chimica era costato agli italiani circa 200 ufficiali e 6.500 militari, dei quali rispettivamente 100 e 2600 morti ed i restanti feriti o gassati.
Anche le perdite austro ungheresi non erano state trascurabili: ufficiali morti 10, feriti 8 e dispersi 5; militari morti 206, feriti 927 e dispersi 416. Per un totale di 1752 uomini fuori combattimento, dei quali un quarto per effetto dei gas tossici.

Tutto questo senza che le rispettive posizioni si spostassero di un solo centimetro.

Bibliografia: Gianni Pieropan “1914 – 1918 Storia della Grande Guerra” Ediz. Mursia 1988.

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