ADAMELLO, 29 aprile 1916.

Seconda fase della “Battaglia dei ghiacciai”.

L’ attacco alla linea austriaca di “Punta dell’Orco (3068m), Crozzon di Folgorida (3079m), Passo Topette (2898m), Passo Folgorida (2939m), Crozzon di Lares (3354m), Passo di Lares (3255m), Passo di Cavento (3191m).

Nella mattina del 29 la battaglia si accende su tutta la linea.

A nord il “Plotone allievi ufficiali” ( 20 uomini ), comandato dal Capitano Alfredo Patroni, occupa la selletta tra la Punta dell’Orco e il Crozzon di Folgorida. Successivamente verranno occupate anche le due cime laterali. Sul Crozzon di Folgorida ci sarà un ritorno controffensivo nemico, poi respinto dagli alpini con gravi perdite per gli austriaci.

A sud la 1a Compagnia del “Battaglione Autonomo Garibaldi” attacca con successo il Crozzon di Lares e il Passo di Lares, difesi da circa 100 austriaci. Con un attacco avvolgente e con poche perdite queste posizioni vengono conquistate rapidamente.Terminato lo scontro gli alpini fanno prigionieri 55 soldati nemici e catturano due mitragliatrici. (Ore 8.30)

Dopo l’occupazione del Passo di Lares inizia subito l’attacco al Passo di Cavento. Un plotone della 1a compagnia, con un’intelligente manovra avvolgente (per cresta) e frontale (da ovest), conquista questo importante valico. Cadono prigionieri 20 austriaci ( Ore 16 )

L’attacco contro la parte centrale dello schieramento nemico ( Passi Topette e Folgorida ) sarà molto più contrastato.

La 2a compagnia alle prime luci dell’alba muove contro la linea nemica. Un plotone di alpini “racchettatori” attacca frontalmente il Passo Folgorida, incontrando una fortissima resistenza degli austriaci, trincerati nel ghiaccio e nella roccia. Gli altri plotoni della compagnia attaccano la cresta nord del Crozzon di Lares, che scende proprio al Passo Folgorida. Un forte nucleo di soldati nemici, muniti di mitragliatrici, viene sbaragliato. Da questa posizione è possibile sostenere con efficacia l’azione frontale del plotone “racchettatori”, che si trova davanti al passo, in buche di neve.

Per sbloccare la difficile situazione di questo reparto viene inviata di rinforzo la 2a compagnia, comandata dal Tenente Attilio Calvi ( questo valoroso ufficiale verrà ferito mortalmente il giorno dopo ) e la 3a compagnia.
Quest’ultimo reparto, dopo accanita lotta, riesce a conquistare una posizione avanzata degli austriaci, nei pressi del passo. Purtroppo si verifica un malinteso con l’artigliera di Cresta Croce ( due pezzi da 76S, due da 75A e due da 70A ) che fino a quel momento aveva sostenuto con efficacia i reparti alpini attaccanti. Probabilmente l’ufficiale osservatore ritiene già completata l’occupazione italiana del Passo Folgorida, e sospende il fuoco di copertura sul passo e ordina il trasporto di due pezzi ( come previsto ) verso il passo, che si credeva già conquistato.

La 3a compagnia attacca ancora le posizioni del Passo Folgorida senza il supporto fondamentale dell’artiglieria e viene decimata. Viene ucciso anche il suo comandante, il Capitano Guido Manzini.

Il Maggiore Vitalini, comandante del “Battaglione autonomo”, chiede al Colonnello Giordana ( il comandate della zona “Adamello” ) l’utilizzo delle due compagnie del Battaglione “Val d’Intelvi”, che fino a quel momento erano state tenute di riserva al Passo della Lobbia Alta. Il Giordana non ritiene, per il momento, di soddisfare la richiesta del Maggiore Vitalini.

Nel corso del pomeriggio i combattimenti perdono quella violenza che li aveva contraddistinti durante la mattinata.

La 2a e la 3a compagnia del Battaglione autonomo, vista l’impossibilità di portare a buon fine l’attacco frontale contro il Passo Folgorida, si raggruppano sulla cresta nord del Crozzon di Lares, quasi completamente sotto il controllo italiano.

Verso sera il Colonnello Giordana decide per un nuovo attacco, da lanciare appena scesa la notte.
La 245a compagnia del Battaglione “Val d’Intelvi”, partendo dal Passo della Lobbia Alta, cerca di avvicinarsi il più possibile ai Passi Topette e Folgorida, per poi attaccarli frontalmente. La 2a e 3a compagnia del “Battaglione autonomo” invece devono attaccare le posizioni nemiche da sud, partendo dalle ultime propaggini della cresta nord del Crozzon di Lares. Questi due reparti devono cercare di “aggirare” le posizioni austriache attraverso la vedretta di Folgorida, che lambisce i due passi da est.

Questo ennesimo attacco non viene realizzato per intero. La 245a compagnia dell’Intelvi non effettua il previsto attacco frontale ( gli austriaci, dalle loro posizioni dominanti, hanno un pieno controllo del ghiacciaio della Lobbia e falciano chiunque si metta allo scoperto. La 2a e la 3a compagnia del Battaglione autonomo attaccano lateralmente ( da sud ) e alle spalle ( da est ) il Passo Folgorida, ma sono respinte sulle posizioni di partenza dopo un violento scontro.

La notte gelida cala sul ghiacciaio. Le truppe, provatissime, attendono il nuovo giorno in una condizione di grande sacrificio e di ansia feroce…..

La giornata seguente sarà terribile….

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