“ e le stéle raccontano “ aspettando l’adunata del Centenario

 

“ e le stéle raccontano “ aspettando l’adunata del Centenario

UNA SERATA DI INTENSE EMOZIONI TRA CANTI, LETTURE STRUGGENTI E PAROLE DI SPERANZA

L’intensa pioggia pomeridiana, sebbene abbia lasciato spazio ad una serata inaspettatamente senza gocce, ha convinto i protagonisti ad optare per una luogo protetto ove proporre lo spettacolo originariamente previsto al Bosco delle Penne Mozze in un contesto di suggestiva teatralità.

“ … ma gli alpini non hanno paura …” si canta con vigore ed è per l’appunto così che Le cantine Brandolini hanno sopperito al luogo oramai sacro per le Penne Nere nella valle di San Daniele, consentendo di accogliere il numeroso pubblico convenuto per godere l’originalità e l’emozione dell’intero evento.

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Il Presidente Sezionale Francesco Introvigne ha accolto, a nome di tutti gli Alpini della Sezione di Vittorio Veneto, gli ospiti ed il numeroso pubblico presente in sala ribadendo la propria soddisfazione per quanto proposto ed augurandosi che i presenti  potessero  cogliere i diversi messaggi che parole e canti si proponevano di trasmettere.

Analogo auspicio è stato manifestato dal Sindaco di Cison di Valmarino Cristina Pin che   nel suo intervento ha  voluto espressamente ringraziare TUTTi gli Alpini,  primi fra tutti i  “suoi” di Cison, per l’aiuto costante e generoso che offrono alle loro comunità.

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Il Consigliere Nazionale ANA Gen.le Renato Genovese ha portato i saluti del Presidente Nazionale condividendo le aspettative di  una  buona riuscita dell’evento.

In una cornice di silenzio rigoroso e condiviso è iniziata la rappresentazione che ha visto contrapporsi, quasi configurando un duetto antagonista, i canti del Coro ANA sezionale da una parte ed il Coro Alpino Col di Lana  dall’altra intervallati dalle letture proposte dagli  attori recitanti  di Teatro Orazero.

Letture e canti hanno punteggiato il percorso che gli Alpini in armi hanno tracciato in quasi 100 anni della loro intensa attività, transitando per la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, vivendo le difficoltà del  dopoguerra,  concorrendo nelle attività di Protezione Civile.

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E’ stato effettivamente un racconto che, se non esattamente ambientato nel luogo  delle stele, ha saputo trasmettere il messaggio di testimonianza che ognuna di esse, e sono  2.400, lancia al viandante che le scopre ad ogni visita.

“ o penna spaccata te ha fatto la storia” recita una strofa del brano Penne Mozze, e la   storia raccontata in versi e canti è stata srotolata lettura dopo lettura sino a concludersi in una “silenzio” per tromba solista che ha lasciato tutti attoniti a meditare sui tanti significati che le note affidano alle nostre intime emozioni.

Il lungo, lunghissimo applauso ha gratificato gli attori dello spettacolo, ma ha sottinteso anche l’auspicata possibilità che l’evento sia riproposto al Bosco nella sua accogliente atmosfera ….. “ con un albero, una stele, erba e roccia, pochi fior” … Bravi!       RDB

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