Il Cimitero di Sorgazza – IL BATTAGLIONE DIMENTICATO (Tra cui riposa un Vittoriese)

IL BATTAGLIONE DIMENTICATO (Tra cui riposa un Vittoriese)

Nei pressi della strada che parte per salire verso Cima d’Asta, accanto al lago artificiale in Sorgazza, sorge un piccolo cimitero militare che molte persone, durante le loro escursioni ignorano o degnano a malapena di una rapida occhiata.

In seguito all’occupazione italiana della valle del Tesino avvenuta verso la fine del maggio 1915, il fronte montano a nord-est si era posizionato dal versante ovest di Cima d’Asta al rilievo delle Buse Todesche, facendo perno sul caposaldo strategico di forcella Magna. La zona di Malga Sorgazza venne così a trovarsi in immediata retrovia e diventò sede di una base logistica avanzata che ospitava comandi e servizi.

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Nel 1916 il battaglione Val Brenta del 6° Reggimento Alpini fece realizzare per i propri caduti anche il piccolo cimitero nei pressi della malga. Anteriormente ad un obelisco-monumento furono collocati 39 cippi in granito allineati su tre file ma le sepolture furono probabilmente 35.

Le prime tumulazioni riguardarono undici caduti – alpini della 263^ compagnia – facenti parte di una corvée di rifornimenti per il presidio di forcella Magna travolti da una valanga all’altezza di malga Cima d’Asta il 9 marzo 1916. A queste seguirono quelle delle vittime delle valanghe del novembre successivo e del gennaio 1917. Vi furono sepolti anche sei giovani ufficiali, di cui tre decorati di Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria: i sottotenenti del Val Brenta Paolo Marconi, caduto nell’azione del 16 giugno del 1916 ai laghi Lasteati, e Francesco Giuntoli ed Annibale Guaragna deceduti nei combattimenti per la difesa di Cima Cauriol il 3 settembre 1916.

Nel cimitero furono inumati inoltre caduti dei battaglioni alpini Feltre e Monte Pavione, della Brigata di fanteria Venezia ed anche un soldato austriaco ignoto, probabilmente uno Standschützen tirolese, inviato in missione di ricognizione dal passo del Manghen nei primi giorni di guerra e precipitato dalle creste di Cima d’Asta.

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Veneto, Lombardia, Toscana, Marche, Abruzzo, Campania: queste le regioni di provenienza dei militari italiani qui sepolti con una netta prevalenza di originari della provincia di Vicenza, principale bacino di reclutamento del battaglione Val Brenta.

Verso il 1925 le salme vennero prima traslate nel cimitero militare di Pieve Tesino per venir definitivamente sepolte – attorno al 1930 – nel sacrario militare presso il Cimitero civico di Trento.

IL RECUPERO DEL SITO

Successivamente all’esumazione delle salme i trentanove cippi furono spostati ai lati della base dell’obelisco e una staccionata di legno fu posta a creare un’area di rispetto del monumento, rimasto a ricordo dei caduti della guerra su queste montagne.

Nel corso dell’estate del 2011 la Soprintendenza per i beni Architettonici della Provincia Autonoma di Trento ha avviato un intervento di manutenzione straordinaria e recupero ripristinando l’originario sedime a croce latina del cimitero e ricollocando i cippi, ormai anonimi, nella sede originaria assieme ad una nuova lapide posta in asse al monumento e riportante l’elenco dei caduti.

ELENCO DEI CADUTI INDIVIDUATI

In assenza di documenti ufficiali e con i nomi sui cippi cancellati dalle intemperie, è stato possibile redigere un elenco dei caduti sulla base di fotografie risalenti agli anni ’20 dello scorso secolo. Successive ricerche presso vari Archivi di Stato ed il Ministero della Difesa hanno fornito preziose informazioni anagrafiche e militari per la maggior parte degli individuati.

SOTTOTENENTE MARCONI PAOLO da Verona, 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N.1895, + in combattimento a quota 2179 dei laghi Lasteati il 16 giugno 1916. Medaglia d’Argento al Valor Militare (alla memoria) con la motivazione:

“Marconi Paolo, da Verona, s.tenente 6° Reggimento Alpini. Comandante di un plotone, alla testa dei suoi uomini, li conduceva con mirabile calma e perizia attraverso terreno battuto da due mitragliatrici e dal nemico appostato in trincea fra le rocce fino a portarsi a pochi metri dalla posizione ove, caduto mortalmente ferito, disdegnava ogni aiuto, incitando i suoi a proseguire nella lotta. Laghi dei Lasteati, 16 giugno 1916“.

CAPORALE FIORESE FRANCESCO da Cismon (Vicenza), 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N. 1885, + travolto da valanga in zona malga Cima d’Asta il 9 marzo 1916.

SOLDATO NERVO VINCENZO da Solagna (Vicenza), 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N. 1881, + travolto da valanga in zona malga Cima d’Asta il 9 marzo 1916.

SOLDATO NERVO GIACOMO (fratello del precedente) da Solagna (Vicenza), 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N. 1887, + travolto da valanga in zona malga Cima d’Asta il 9 marzo 1916.

SOLDATO CARLASSARE GIO. MARIA da Cogollo (Vicenza), 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N. 1882, + travolto da valanga in zona malga Cima d’Asta il 9 marzo 1916.

SOLDATO BRAZZALE ANTONIO da Calvene (Vicenza), 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N. 1882, + travolto da valanga in zona malga Cima d’Asta il 9 marzo 1916.

SOLDATO BUSNARDO NARCISO, da Mason (Vicenza), 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N. 1887, + travolto da valanga in zona malga Cima d’Asta il 9 marzo 1916.

SOLDATO BASSO ANGELO da Asiago (Vicenza), 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N. 1883, + travolto da valanga in zona malga Cima d’Asta il 9 marzo 1916.

SOLDATO DALLA PRIA PAOLO da Enego (Vicenza), 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N. 1890, + travolto da valanga in zona malga Cima d’Asta il 9 marzo 1916.

SOLDATO ANDOLFATTO ANGELO da Pove (Vicenza), 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N. 1895, + travolto da valanga in zona malga Cima d’Asta il 9 marzo 1916.

SOLDATO MUNARETTO BORTOLO da Marano (Vicenza), 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N. il 26 ottobre 1894, + travolto da valanga in zona malga Cima d’Asta il 9 marzo 1916.

SOLDATO CORTESE GIOVANNI da Valrovina (Vicenza), 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N. il 26 ottobre 1894, + travolto da valanga in zona malga Cima d’Asta il 9 marzo 1916.

SOLDATO SALETTI MASSIMILIANO da Villafranca (Verona), 84° Reggimento, Brigata di fanteria Venezia. N. 1887, + in combattimento a quota 2162 del Croz di Conseria il 3 luglio 1916.

SOLDATO BAREL LUIGI da Vittorio (Treviso), plotone esploratori, battaglione Feltre. N. 1892, + per fatto di guerra a Col San Giovanni il 6 luglio 1916.

SOLDATO MASTRODICASA FELICE da San Valentino in Abruzzo Citeriore (Chieti), plotone esploratori, battaglione Feltre. N. 1892, + in combattimento in zona Lagorai il 23 luglio 1916.

SOLDATO BEVILACQUA GIUSEPPE da Pollutri (Chieti), plotone esploratori, battaglione Feltre. N. 1896, + Col San Giovanni il 12 agosto 1916 per ferite riportate in combattimento.

SOLDATO SERAFINI GIUSEPPE da Vallonara (Vicenza), 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N. 1880, + in combattimento a forcella Valmaggiore il 24 agosto 1916.

SOTTOTENENTE GIUNTOLI FRANCESCO da Pescia (Lucca), sezione mitragliatrici FIAT 1915, battaglione Val Brenta. N. 1895, + in combattimento a Cima Cauriol il 3 settembre 1916. Medaglia d’Argento al Valor Militare (alla memoria) con la motivazione:

“Giuntoli Francesco da Pescia (Lucca), s. ten. 6° Reggimento Alpini. Comandante di una sezione mitragliatrici, perduti tutti i puntatori, sotto l’infuriare del fuoco nemico, con eroica fermezza continuava egli stesso il tiro, finché colpito mortalmente da uno shrapnel, cadeva gloriosamente sul posto. Cima Cauriol, 3 settembre 1916”.

SOTTOTENENTE GUARAGNA ANNIBALE da Erba Incino (Como), 263^ compagnia, battaglione Val Brenta. N. 1890, + in combattimento a Cima Cauriol il 3 settembre 1916. Medaglia d’Argento al Valor Militare (alla memoria) con la motivazione:

“Guaragna Annibale, da Erba Incino (Como), s. ten. 6° Reggimento Alpini. Comandante di plotone, visto il minaccioso avanzarsi del nemico, di sua iniziativa ordinava il contrattacco. Ferito al cuore, incitava morendo i suoi soldati a slanciarsi sul nemico. Cima Cauriol, 3 settembre 1916”.

SOTTOTENENTE ARENA ANTONIO da Caserta, battaglione Monte Pavione. N. 1892, + in combattimento a Col San Giovanni l’8 settembre 1916.

CAPORALE BERNARDIN FEDELE da Gosaldo (Belluno), battaglione Monte Pavione. N. 1895, + a q. 2255 di Cimon Rava per frana il 30 settembre 1916.

SOLDATO SCAVINI DARIO

SOLDATO PIASIOT PIETRO

SOLDATO ZACCOLA ANTONIO

SOLDATO GOZZI ENRICO

TENENTE FELISI GUGLIELMO da Soave (Verona), battaglione Monte Pavione. N. 1889, + per ferite causate da tiro nemico contro l’osservatorio di Cima Tombola Nera il 27 febbraio 1917.

TENENTE MEDICO CERVELLINI BRUNO da Osimo (Ancona), medico del battaglione Monte Pavione. N. 1891, + per ferite da tiro nemico contro l’osservatorio di Cima Tombola Nera il 27 febbraio 1917.

CAPORALMAGGIORE FANTOZZI SIRO da Vinci (Firenze), 83° Reggimento, Brigata di fanteria Venezia. N. 1893, + presso il lago di forcella Magna travolto da valanga il 20 novembre 1916.

SOLDATO MIRANDA GIUSEPPE da Laurino (Salerno), 83° Reggimento, Brigata di fanteria Venezia. N. 1895, + presso il lago di forcella Magna travolto da valanga il 20 novembre 1916.

SOLDATO BALDACCI VINCENZO da Montopoli Valdarno (Pistoia), 83° Regg.to, Brigata di fanteria Venezia. N. 1894, + presso il lago di forcella Magna travolto da valanga il 20 novembre 1916.

SOLDATO INVERNIZZI LINO da Laino Intelvi (Como), 3^ sezione mitragliatrici, battaglione Val Brenta. N. 1895, + travolto da valanga fra Malene e malga Sorgazza il 9 gennaio 1917.

SOLDATO MAZZA GIO. BATTISTA da Rezzonico (Como), 3^ sezione mitragliatrici, battaglione Val Brenta. N. 1886, + travolto da valanga fra Malene e malga Sorgazza il 9 gennaio 1917.

SOLDATO Un cippo anonimo segnava la sepoltura di un AUSTRIACO IGNOTO, probabilmente appartenente ad un reparto di Standschützen tirolesi in linea al passo del Manghen. Inviato in ricognizione a fine maggio del 1915, era precipitato dalle creste sovrastanti il lago di Cima d’Asta. La salma, tumulata temporaneamente presso il rifugio Brentari, fu accolta in questo cimitero nell’estate del 1916.

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