RAGAZZI del ’99

RAGAZZI DEL ’99, TOCCA A VOI!

Leggiamo, dal libro “Ultime Voci dalla Grande Guerra”, la conclusione del racconto di Sandro Cerri. E’ il 18 giugno del 1918, il momento culminante della Battaglia del Solstizio. In questo momento si stanno decidendo le sorti della guerra. E’ arrivato un ordine improvviso e perentorio dal Quartier Generale: tutti devono lasciare il loro posto, imbracciare il fucile, caricare i tascapane di bombe a mano, e correre alle trincee per fermare il nemico: TUTTI! Ufficiali, sottufficiali, scritturali, magazzinieri, cuochi, tocca perciò anche a chi, come Sandro Cerri, aveva trascorso tre anni di guerra al volante di un’autovettura per scarrozzare alti ufficiali da un capo all’altro del fronte… ma al mattino del 19 accadrà qualcosa che cambierà il destino della guerra.

(stralcio da “Ultime Voci dalla Grande Guerra”)

“Fu una notte di fuoco, nel vero senso della parola. Ci acquattammo nei crateri dei proiettili precedenti e, dico la verità, me la vidi veramente brutta, tanto che feci voto che, se ne fossi uscito vivo, non avrei più fumato.

Una notte interminabile. Il bagliore dei bengala rischiarava il terreno; si sentivano grossi proiettili fischiare sopra le nostre teste, altri scoppiavano un po’ dovunque. Restammo lì, in attesa di un’alba che non arrivava mai.

Fu la notte più lunga di tutta la mia guerra.

AI mattino del 19, alle sette, con marce forzate, una grossa colonna di autocarri, trasferita dalle vicine retrovie, scaricò una brigata di fanti, i primi reparti dei “Ragazzi del ‘99”, al battesimo del fuoco, e noi, morti dal sonno, tornammo al nostro quartiere a Lancenigo. Fedele ai voto, non accesi più una sigaretta in vita mia.”

Qui il dattiloscritto si chiude. Il resto potrebbe narrarcelo, a viva voce, lo stesso protagonista, per dirci della sua avanzata con tutto l’Esercito, in corsa verso la vittoria, del suo arrivo a Gorizia il 4 novembre; per continuare su alcuni mesi di convalescenza, fino al congedo, avvenuto nel settembre del 1919.

Ci fermiamo invece qui, su questa immagine toccante, su questa luce che, tre quarti di secoli or sono illuminò gli eventi dopo una notte di paura.

È un passaggio di consegne che simboleggia il cammino stesso, eterno, della vita. A dare il cambio a quei veterani, sfiniti da anni di guerra, di fame, di angosce, ecco arrivare loro, i magnifici “Ragazzi del ‘99”. Gli sguardi stanchi dei vecchi soldati si volgono indietro, verso i loro fratelli minori:

“Forza ragazzi, noi abbiamo fatto la nostra parte, per la patria; ora tocca a voi!”

È un messaggio che, varcando un oceano di anni, così sterminato da riempire libri e libri di storia, riecheggia fino ai nostri giorni. Il vecchio Sandro Cerri, sulle soglie del secolo di vita, guarda i giovani di oggi, e sussurra loro le stesse parole di allora:

“Coraggio, ragazzi! Io, la mia parte l’ho fatta. Ora… tocca a voi!”

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