UN “VECIO ALPIN” della Sezione di VITTORIO V.to

L’ultimo Veterano del Gruppo di Cappella Maggiore Classe 1921, si chiama DEL PUPPO ERMINIO.

Viene coccolato dagli Alpini del Paese come solo un grande” Vecio” merita di esserlo, facendolo partecipe come ospite d’onore in qualsiasi manifestazione del Gruppo.

Del 7° ALPINI, il suo Battaglione di appartenenza(BATTAGLIONE CADORE) è stato duramente provato durante la seconda guerra mondiale:

Conclusa la guerra con la Grecia, mentre la “Tridentina” viene destinata al fronte russo, la “Pusteria” è comandata fin dal mese di Luglio 1941 in Montenegro, dove nel frattempo è scoppiata violenta l’insurrezione partigiana agli ordini di Josip Broz, detto “Tito”, che ha spazzato via i nostri modesti presidi.

Il 17 Luglio la Divisione è concentrata a Podgoriza e per un mese circa è impegnata in operazioni di rastrellamento in varie zone limitrofe. In autunno il Comando 7° Alpini viene dislocato a Priepoljie non lontano da Plevljia, ove nel frattempo si è trasferito anche il Comando Divisionale. In quest’ultima località, nella notte tra il 30 novembre e il primo dicembre, nella ricorrenza della festa dell’indipendenza Jugoslava, ben nove battaglioni partigiani forti di 3700 combattenti dotati di armi automatiche e di mortai e affiancati da una riserva di 5000 uomini, sempre agli ordini di Tito, attaccano l’acquartieramento italiano. Il combattimento è estremamente duro e feroce, specialmente da parte Jugoslava: molti alpini sorpresi nel sonno vengono ritrovati morti, addirittura con la carotide recisa a morsi.

Nella battaglia di Plevljia che dura fino all’8 Dicembre si distingue particolarmente la 67a compagnia del “Pieve di Cadore”.

La 67° compagnia è quella del nostro Erminio, che rientra in patria nell’aprile 1943; qui completa il proprio organico con la costituzione della 124ª compagnia armi di accompagnamento e viene quindi dislocato nel sud della Francia. E’ questo un periodo di relativa calma nel quale i soldati, duramente provati dalle battaglie d’Albania e Montenegro, riescono a ritrovare un po’ di equilibrio e serenità. L’armistizio dell’8 settembre coglie il reparto in Piemonte in fase di rientro dalla Francia. Tutti ormai sono stanchi della guerra e desiderosi di ritornarsene a casa e a Borgo San Dalmazzo, in totale assenza di ordini superiori, avviene l’inevitabile scioglimento della Divisione “Pusteria”. Chi non viene catturato subito dall’esercito tedesco riesce, dopo mille peripezie, a ritornare a casa.

Erminio è uno di questi, si lancia dalla tradotta in corsa in piena notte che doveva trasportarlo in Germania insieme a circa 2000 Alpini prigionieri.

Una volta sfuggito torna a casa e si aggiunte alle fila dei partigiani che operavano in Cansiglio e Pizzoc fino alla liberazione.

Fiero di essere un Alpino, anche se le ginocchia sono un po’ provate, il nostro Erminio conserva una mente lucidissima e parlarci assieme è sempre un vero piacere, tanto che ha manifestato l’intenzione di partecipare alla prossima adunata nazionale del Piave nel 2017 salute permettendo.

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