VIGILIA AL BOSCO con PRESIDENTE SEBASTIANO FAVERO

Il presidente nazionale dell’Ana al Bosco delle Penne Mozze per la “Vigilia al Bosco” , aspettando il Raduno Triveneto

Lo aveva promesso ed è arrivato: il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero, accompagnato dal vice Giorgio Sonzogni e da alcuni consiglieri nazionali, hanno partecipato alla tradizionale “Vigilia al Bosco”, giunta alla 22.ma edizione, organizzata questa volta al memoriale del Bosco delle Penne Mozze non solo dal Comitato Bosco, ma insieme al Coat, comitato organizzatore del Raduno Triveneto degli Alpini del giugno 2018, che l’ha inserita negli eventi del programma “Aspettando il Raduno del Centenario”.

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Mai come quest’anno la vigilia è stata tanto partecipata, con un centinaio di gagliardetti dei gruppi trevigiani presenti e i vessilli delle sezioni, ma anche con la presenza di diverse centinaia di penne nere arrivate da tutta la provincia di Treviso. Dopo il saluto del presidente dell’Associazione Penne Mozze Claudio Trampetti, il programma si è snodato con l’accensione del ceppo natalizio a ricordo di tutti gli alpini che passarono il Natale al fronte nei periodi bellici, e con la lettura di alcune lettere dal fronte della Grande Guerra, con il Teatro Orazero, intervallate dai Canti del Coro Mesulano, uno dei tre cori della sezione Ana di Vittorio Veneto.

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Agli auguri e all’intervento del presidente Franco Introvigne, ha chiuso la suggestiva manifestazione il presidente nazionale Sebastiano Favero. Confermando quanto stabilito dall’ultimo consiglio direttivo nazionale dell’Ana, che il raduno di settembre al Bosco delle Penne Mozze diventerà cerimonia nazionale per tutti gli alpini, con cadenza quinquennale a cominciare dal 50.mo nel 2021, Favero ha ricordato che: “La partecipazione alla vigilia è uno dei nostri compiti, ci rende capaci di trasmettere i valori alpini, della famiglia, dell’identità, a questa società distratta, dove il Natale è commerciale e si perde proprio il valore del ricordo. Noi non vogliamo dimenticare, ce lo chiedono coloro che sono andati avanti, che hanno sacrificato la vita per noi, e che sono qui. Questo dobbiamo saperlo trasmettere per non dimenticare. Questo luogo è dove gli alpini dovrebbero essere sempre presenti, una manifestazione suggestiva per trovare i propri riferimenti, radici e valori”.

Ufficio stampa

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